L'inverno arrivò con l'irruenza di un attentatore anarchico.
Violento, urlante, ansimante, avvolse la città nel freddo, gelo i corpi e gelò i cuori.
Il vento fischiava sotto le grondaie e spazzava gli angoli delle case, fa-cendo volare i cappelli e sollevare le gonne, accarezzando con dita gelide le cosce calde. La gente si soffiò sulle mani e rialzò i baveri e strinse le sciarpe Si erano lasciati ingannare dal lungo letargo autunnale, e adesso l'inverno li aveva colti di sorpresa battendo loro sui denti con nocche di ghiaccio.
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